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Radioamateurs | Gianluigi Conti (Ben) IZ4BZC
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Terremoto in Giappone, all stations, prudence!


In occasione del terremoto e dello tsunami che hanno colpito in modo così grave il Giappone, l’associazione dei radioamatori giapponesi (JARL), tramite la stazione del suo quartier generale (JA1RL), ha richiesto a tutta la comunità radioamatoriale di rispettare le frequenze di emergenza attivate sulle varie bande e tutte le frequenze ed emissioni che possano in qualche modo interferire con le seguenti frequenze: 3.525, 7.030, 7.077, 7.087, 7.097, 14.100, 21.200 e 28.200 MHz.
In aggiunta, Toru Tanaka, JR3QHQ — il Branch Manager in Osaka della JARL sta monitorando la frequenza di 7.043 MHz, raccogliendo informazioni in tempo reale sull’emergenza e inoltrando queste informazioni via Internet.

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Assemblea ordinaria ARI Ravenna 2011

Si è svolta domenica scorsa 13 marzo, l’assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione Radioamatori Italiani della sezione di Ravenna. I soci si sono ritrovati come al solito in una cornice familiare ed amicale a Carraie dove i lavori si sono conclusi come al solito con un adeguato contorno culinario nella migliore tradizione del territorio della Romagna.
Il presidente Pierpaolo Burioli I4BTK, nella sua relazione non ha nascosto il difficile momento che l’associazione sta attraversando a livello nazionale e più in particolare le traversie del consiglio direttivo nazionale. La presenza del coordinatore regionale Claudio Pocaterra I4YHH, che è anche consigliere della sezione di Ravenna, ha confermato il grado di presidio che la sezione di Ravenna e l’Emilia Romagna dedicano alle alle attività istituzionali dell’ARI anche a livello nazionale.
Un altro fronte reso difficile dall’attuale situazione economica in cui versa la scuola italiana a seguito dei tagli operati alla spesa, è quello dell’attività extracurricolare che avvicinava i più giovani all’affascinante mondo della radio grazie all’opera volontaria di alcuni soci e che quest’anno risulterà azzerato.
All’assemblea non è mancata la presenza delle pubbliche istituzioni che hanno di più apprezzato l’operato dell’ARI sezione di Ravenna nelle persone dell’assessore provinciale alla protezione civile Eugenio Fusignani ed il comandante del corpo forestale dello stato Gianpiero Andreatta, quest’ultimo ha sottolineato l’impegno dell’ARI in un’attività poco visibile come quella di prevenzione degli incendi boschivi, eppure così utile alla comunità ed alla salvaguardia del patrimonio boschivo.
Al termine dei lavori sono stati consegnati alcuni diplomi a soci per la loro lunga appartenza a questo sodalizio e rispettivamente a Paolo Bedeschi, I4BWZ (oltre 40 anni di appartenenza!), Stefano Zoli, IK4DRY (25 anni di appartenenza), Claudio Benzoni, IK4BHO (25 anni di appartenenza).
Nelle immagini alcuni momenti dell’assemblea.
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GMDSS e Radioamatore senza esame?

gmdssAgli yachtman e marinai in genere può essere molto utile conseguire un certificato GMDSS, questo significa essere in grado di gestire ed utilizzare una stazione marittima mobile per le comunicazioni sia in emergenza che per la routine.
Agli yachtman può fra l’altro essere molto utile essere capace di usare gli apparecchi radio in onde corte per comunicare scambiando informazioni con colleghi ed amici sia a terra che in mare, ricevere informazioni meteorologiche ed anche e-mail.
Per fare questo, e anche molto di più naturalmente, può essere utile avere una patente ed una licenza da radioamatore. Potere inoltre operare nelle bande radioamatoriali porta con se un ulteriore bonus, la possibilità di essere ascoltati con continuità da una grande comunità in tutto il mondo, hobbisti che hanno una forte spinta emotiva invece che professionale.
La storia di alcuni famosi salvataggi è costellata dall’intervento di radioamatori che hanno fornito il contributo decisivo al successo del salvataggio stesso, primo fra tutti il salvataggio dei superstiti della spedizione di Nobile al polo in cui le comunicazioni vennero rese possibili dall’uso di un apparato radio che era un dono dei radioamatori alla spedizione e grazie all’ascolto di un modesto radioamatore russo.
Bene, sapevate che coloro che sono in possesso di un certificato generale GMDSS possono ottenere la patente da radioamatore senza sostenere il relativo esame?
Troverete il modulo per la domanda in esenzione nella sezione download a questo indirizzo.
Mi è giunta da più parti la richiesta su quale sia l’importo e gli estremi del versamento della tassa d’esame da fare per ottenere la patente da radioamatore senza esami per cui pubblico di seguito etnrambe le tipologie.
Ricevuta del versamento sul CCP n. 11026010 intestato a “Tesoreria Provinciale dello Stato di Viterbo” di € 25,00 – Causale: “Rimborso spese d’esame per il conseguimento della Patente di radioamatore”
oppure € 0,52 – Causale: “ Contributo richiesta Patente di radioamatore senza esame “
Potete trovare anche un elenco degli ispettorati regionali delle comunicazioni a questo indirizzo.
Non dimenticate che una volta in possesso della patente di radioamatore, si deve richiedere la licenza di esercizio per la propria stazione radio di amatore con una domanda che potete trovare in facsimile a questo indirizzo.

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Loran bye bye o forse no

Pochi giorni fa, e per la precisione l’otto di Febbraio, le stazioni statunitensi del sistema di radionavigazione sono state definitivamente spente. Rimarranno in funzione fino ad ottobre 2010 solamente quelle canadesi ed il sistema Russo funzionante sulle stesse frequenze denominato CHAYCA. Nel Mediterraneo questa dismissione è iniziata diversi anni fa con lo spegnimento delle stazioni di Lampedusa e Sellia Marina per quanto riguarda l’Italia. Il sistema LORAN C (LORAN è un acronimo che sta per LOng RAnge Navigation) è un’ulteriore evoluzione di sistemi la cui storia è iniziata molti anni fa ed il cui uso è stato reso progressivamente obsoleto dall’introduzione sempre più massiccia del GPS. Chi desiderasse approfondire questo argomento può trovare approfondimenti a questo indirizzo.
Per dare un’idea del livello di precisione raggiunto dai vari sistemi di navigazione e radio-posizionamento elettronico aereo e marino comprese le pesanti piattaforme inerziali in uso sugli aeromobili in rotte transpolari fino all’avvento del GPS, ecco un diagramma comparativo:

Tuttavia questa non sembra essere la conclusione definitiva della storia dei sistemi LORAN proprio per la loro affidabilità rispetto alla vulnerabilità dei sistemi basati sul funzionamento di un cospicuo segmento spaziale come il GPS Navstar o GLONASS, vulnerabilità intesa non solo come la possibilità di attentati di stampo terroristico, ma anche cospicue tempeste magnetiche, tantevvero che il governo britannico ha già firmato nel maggio 2007 un contratto della durata di quindici anni per la fornitura di un sistema E-LORAN (che sta per Enhanced LORAN o Loran migliorato).
Quest’ultimo sarà un sistema di accuratezza molto vicino a quella dei moderni ricevitori GPS e molto più immune da eventuali disturbi intenzionali o di origine naturale.

Naturalmente restano sempre i sistemi più affidabili di questo mondo per la navigazione costiera tramite il rilevamento di luoghi di posizione e punti cospicui e la navigazione astronomica per i nostri orizzonti più vasti.
Buon vento a tutti.

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Perché un radioamatore è chiamato HAM ?

di Gianluigi Conti – IZ4BZC articolo originale pubblicato sul periodico di sezione ARI Ravenna nell’ottobre 2000

Da un articolo originale di Gerry Crenshaw, WD4BIS, Garland Texas

hamVi siete mai chiesti perché i radioamatori d’oltre oceano usino così spesso l’appellativo “HAM”?

Bene io l’ho fatto e come recitano i migliori dizionari della lingua anglosassone, la parola HAM significa, nel gergo quotidiano, prosciutto ed ancora nel gergo teatrale sta ad indicare un attore da strapazzo oppure “ham-handed” per indicare una persona impacciata nel fare le cose, ovvero ancora come verbo, il fare le cose in maniera esagerata. Infine la definizione che interessa a noi e cioè un “amatore che invia e riceve messaggi via radio da varie parti del mondo”.

Ma dell’origine di questo termine nel gergo radiantistico nessuna traccia! Né tanto meno ci viene in aiuto l’ onnipresente “Handbook” dell’ARRL che, nel suo capitolo iniziale, cita il termine recitando che “nessuno sa bene che origine abbia avuto il termine”.

Certo che la curiosità è uno degli stimoli più forti, tanto è vero che, a forza di scavare nella letteratura internazionale, trovo un articolo da “Amateur Radio Communicator” di marzo – aprile 1994 dell’autore già citato, che dà finalmente una risposta a questa domanda. Ecco di seguito, debitamente tradotto e rivisto, questo articolo corredato da una piccola fetta di storia del radiantismo alle sue origini e di come i membri della nostra comunità, si siano adoperati fin dagli albori per difendere la propria attività ed esistenza stessa. Vi accorgerete pertanto che il termine è legato ad una pagina della nostra storia che gli fa in qualche modo onore. Dovesse anche non essere completamente vera, mi fa piacere pensarla così, in modo fiabesco, una “leggenda metropolitana”.

Secondo la Northern Ohio Radio Society, la parola HAM è nata più o meno in questo modo: la parola ham fu usata per la prima volta nel 1908 ed è stata il nominativo di una delle prime stazioni senza fili operata da alcuni membri dell’HARVARD RADIO CLUB. Essi erano Albert S. Hyman, Bob Almy e Peggie Murray. All’inizio, essi chiamarono la loro stazione Hyman-Almy-Murray. Battere un nome così lungo in morse sul tasto, si rivelò da subito poco pratico e richiese presto una revisione che li portò a cambiarlo in HY-AL-MU, usando le prime due lettere di ogni cognome.

All’inizio del 1909, questo comportò qualche confusione fra i segnali della stazione amatoriale HYALMU ed una nave messicana chiamata HYALMO, per questo decisero di usare solo la prima lettera di ogni cognome ed il nominativo diventò così HAM.

Nei primi tempi dello sregolato pionierismo radiantistico, gli operatori amatoriali, si attribuivano da soli frequenze e nominativi. Allora come oggi, alcuni radioamatori avevano segnali migliori di alcune stazioni commerciali. Le interferenze risultanti, finalmente arrivarono all’attenzione dei comitati del Congresso a Washington, i cui membri dedicarono non poco tempo alla proposta di una legislazione atta a limitare drasticamente le attività amatoriali.

Nel 1911, Albert Hyman scelse la controversa proposta di legge sulla regolamentazione della trasmissione senza fili (Wireless Regulation Bill), come argomento per la sua tesi a Harvard. Il suo relatore, insistette perché una copia fosse mandata al senatore David I. Walsh, membro di uno dei comitati estensori della proposta di legge. Il senatore fu così impressionato, che chiese ad Hyman di comparire davanti al comitato. Egli fu messo sul podio e descrisse come la piccola stazione amatoriale fosse stata costruita. Arrivò vicino alle lacrime quando raccontò all’affollata aula del comitato che se la proposta fosse andata avanti, essi sarebbero stati costretti a chiudere la stazione perché non si sarebbero potuti permettere il pagamento delle tasse per l’ottenimento della licenza, e tutti gli altri requisiti evidenziati dalla legge.

Il dibattito iniziò e la piccola stazione HAM diventò il simbolo di tutte le piccole stazioni amatoriali del paese che protestavano per essere salvate dalla minaccia e dall’avidità delle grandi stazioni commerciali che non le volevano intorno.

Finalmente, la proposta di legge tornò all’esame del congresso ed ogni oratore parlò della povera e piccola stazione “HAM”.

Questo è come tutto ciò è cominciato. Troverete l’intera storia negli atti del Congresso. La pubblicità di livello nazionale che ne derivò, associò i radioamatori al nome della stazione HAM.

Da quei giorni ad oggi, e probabilmente fino alla fine dei tempi, in radio, un radioamatore è e sarà un HAM.

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Radiantismo

Sono sempre stato affascinato fin da bambino dall’hobby della radio fin da quando a dieci anni ho realizzato la mia prima radio a galena. Sentire le voci del mondo nella cuffia mi dava un’idea di libertà senza confini che faceva da magnifico complemento alla lettura dei libri, altra mia passione profonda.

Continuo a pensare che l’hobby del radioamatore sia uno dei più divertenti ed innocui per molti aspetti che ancor oggi si possa praticare. Non si può certo dimenticare che buona parte dello sviluppo oggi raggiunto nel campo delle telecomunicazioni sia dovuto alla passione, all’impegno, alla perseveranza di persone che hanno dedicato molte delle loro risorse intellettuali e materiali allo sviluppo ed al mantenimento di molteplici aspetti di questa vasta disciplina.

Molte sono le persone che trovano sfogo in questa passione che accomuna così tanti al di là delle barriere degli stati, culturali, di religione, psicologiche, di classe sociale, ed ognuno con possibilità diverse, da quella dell’auto-costruzione e la sperimentazione, a quella per la competizione, a quella pura e semplice di sentirsi parte di una comunità estesa a livello planetario.

Poche altre passioni al mondo permettono anzi di superare così facilmente tutte le barriere territoriali, di razza e religione come l’hobby della radio. Basta poco, qualche transistor, un po’ di filo ed una batteria per accedere quando lo si voglia a questa grande chiacchierata planetaria anche dai paesi più poveri e dai posti più disagiati.

Vorrei, quasi a livello di battuta, lanciare un’idea di misura di questa capacità che hanno i radioamatori di superare le barriere, comprese quelle della stupidità, introducendo una sorta di nuova unità di misura, lo “PSICOFARAD”.

Solo internet negli ultimi anni può in qualche modo aver uguagliato in qualche campo le possibilità del radiantismo anche se in misura diversa poiché ad una popolarità di gran lunga superiore a quella della radio come hobby, rimangono comunque grandi barriere legate al fatto che la comunicazione si svolge tramite un’infrastruttura tecnologica controllata da terzi e che è ancora ben lungi dall’essere presente in alcuni luoghi del pianeta se non con costi che creano automaticamente barriere perlomeno di ceto, per non parlare del fatto che alcuni stati impediscono la diffusione dell’informazione tramite filtri dove questa tecnologia sarebbe in via teorica disponibile.

marconi

Guglielmo Marconi l’inventore della radio.

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