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Informatica | Gianluigi Conti (Ben) IZ4BZC
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Internet voci dall’oriente profondo

Nasce un sito dove le voci dei blogger cinesi che popolano la rete vengono tradotte per farci conoscere la loro realtà al di là della barriera linguistica.
Una conferma, se ce n’era bisogno, della grande libertà e della grande potenzialità di internet nella diffusione delle idee.
Si, internet come ultimo terreno difficile se non quasi impossibile da colonizzare o monopolizzare da parte dei poteri costituiti.
Un terreno incui le persone possono esprimersi individualmente nei blog, diventare coro nei social network, mobilitare gente sia virtualmente tramite le petizioni che praticamente accordandosi su un luogo in cui essere presenti e trovarsi a manifestare.
Ecco quindi Caratteri Cinesi http://carattericinesi.china-files.com/ un punto di contatto nuovo un sito dove il meglio dei blog cinesi viene tradotto in italiano.
Un vecchio proverbio cinese dice: Anche un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo.
I blogger cinesi hanno fatto i primi passi, ora facciamoli noi leggendo!

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Navigare con il personal computer

Dopo aver messo in guardia tutti sull’uso della cartografia elettronica e dei chartplotter in genere, vorrei cercare di essere un po’ più positivo dando qualche indicazione sul migliore approccio al mondo degli strumenti software di supporto alla navigazione e più in particolare dei chartplotter e relativa cartografia da poter utilizzare sui comuni personal computer che ormai ci accompagnano nella vita di tutti i giorni comprese i nostri viaggi in barca.
Uno dei migliori software disponibili al momento per coloro che come me sono amanti del mondo dell’open source, è senza ombra di dubbio OpenCPN. Questo chartplotter esiste in versioni installabili in qualsiasi sistema operativo a partire da Windows in tutte le sue versioni, Linux e Unix, per finire con il mondo Mac. Molto interessante la possibilità di ottenere l’integrazione, tramite plug-in di file grib e la visualizzazione della strumentazione di bordo tramite canale NMEA.


Le carte utilizzate possono essere sia quelle raster (RNC, Raster Nautical Charts) ed in questo caso esistono pure degli strumenti sofware per rasterizzare le proprie mappe cartacee rendendole adatte alla manipolazione per coordinate, sia quelle vettoriali (ENC, Electronic Navigational Charts). Purtroppo per chi naviga nelle nostre zone non esistono molte soluzioni gratuite per l’ottenimento di carte elettroniche ed il loro aggiornamento sistematico, ma oggi le carte elettroniche hanno anche raggiunto prezzi molto abbordabili. Fra le possibilità di scaricamento gratuito di carte elettroniche, segnalo il sito del NOAA ed il sito della Nuova Zelanda, ma veramente interessante è il sito dove si possono scaricare ottime carte vettoriali di tutto il mar cinese meridionale, anche per la motivazione fornita a supporto della pubblicazione di queste carte. Si tratta dello sforzo congiunto degli istituti idrografici di Cina, Repubblica Democratica di Korea, Indonesia, Jappone, Repubblica di Korea, Malesia, Filippine, Singapore e Thailandia, i quali hanno dichiarato che poiché più della metà delle supertanker del mondo, attraversa questi mari, e che gli incidenti in queste zone possono avere conseguenze tremende sul piano ambientale e comportare costi inimmaginabili, hanno deciso di offrire una regolare cartografia elettronica in maniera completamente gratuita e provvedere al suo aggiornamento sistematico con una buona regolarità. Un bell’esempio per noi che ad ogni passo verso una maggior sicurezza in mare, ne approfittiamo per imporre obblighi di acquisto di costosi materiali e dispositivi tramite leggi e decreti.
Trovate il sito dedicato ad OpenCPN a questo indirizzo, completo della manualistica e di tutte le specifiche di sviluppo del pacchetto, compreso un forum.
Infine segnalo a tutti un’applicazione da usare insieme ad uno strumento che è destinato a conquistare uno spazio sempre più importante nella nostra vita. Si tratta di iNavX per l’iPad, uno strumento ques’ultimo molto adatto per la sua compattezza, portabilità ed autonomia per un uso a bordo di imbarcazioni piccole per la sua completezza, la possibilità di condividerne il costo con altri usi e la possibilità di un uso a bordo di imbarcazioni più grandi per la possibilità di interfacciarsi ad altri strumenti di bordo tramite wi-fi.
Un altro vantaggio indubitabile rispetto ai chartplotter tradizionali con questi strumenti è la possibilità di pianificare le crociere a casa propria e portarsi a bordo tutte le informazioni in maniera sempice.
Buona navigazione elettronica!

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Meteo per la navigazione, un sito diverso dal solito

Passeggiando per la rete, sempre formidabile fonte di informazioni, sono capitato su un sito diverso dai soliti frequentati da tutti i velisti che si distingue per la sua semplicita’ di utilizzo pur fornendo alcune informazioni sia sulla meteorologia in un determinato punto della superficie, che lungo una rotta con opzioni che permettono anche animazioni. Le pagine, ancora in una versione definita beta dal loro autore Jesper Larsen, sono corredate di informazioni anche sulle fonti. Interessante anche il fatto che l’autore, un dottore in fisica oceanografica, ha sviluppato questo sito per hobby. Non solo un qualcosa diverso dal solito ed un classico esempio di web2.0, ma anche uno stimolo per sviluppatori, visto che contiene informazioni sulle modalita’ di programmazione delle pagine di previsione e delle possibilita’ offerte dai servizi per richiedere nformazioni tramite GET, e per chi vuol soddisfare la propria curiosita’. Lo trovate al seguente indirizzo.

featured image by Elessar

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Ubuntu Lucid Lynx é arrivato

Ubuntu 10.04 LTS è stato rilasciato secondo i piani di rilascio.
Per coloro che fossero nuovi a questo mondo del software libero e a maggior ragione di Ubuntu, LTS significa Long Term Support che sta a contraddistinguere una versione che verra’ supportata in termini di aggiornamenti ed assistenza per tre anni rendendola per questo anche la piú adatta in ambiti tipicamente commerciali/aziendali.
Questa nuova versione segna un passo importante per il progetto Ubuntu. È più semplice e più affidabile che mai, con centinaia di miglioramenti tra cui un nuovo editor video, l’integrazione dei social network e una crescente selezione di software aggiuntivo.

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La stretta a Internet e la libertà in rete (libera rete in libero stato)

globe, group of the people and notebook on white backgroundI nostri rappresentanti alle camere sono troppo ignoranti o troppo furbi? Un ulteriore richiamo al digital divide.

Fa paura l’attacco portato negli ultimi giorni alla rete da organi istituzionali dello stato che paventano la necessità di oscurare siti ed imporre la censura che porrebbe l’Italia sullo stesso piano di paesi come la Cina, il Sudan e l’Iran.

Se alcune dichiarazioni preoccupano per la volontà di limitare la libertà di espressione tipica di tutte le democrazie, dall’altra parte fa sorgere dubbi ed interrogativi il principale dei quali è se Schifani ad esempio, paragonando Facebook ai gruppi degli anni ’70, manifesta una sua scarsa o quasi nulla conoscenza del fenomeno dei social network sulla rete, oppure se lo fa ad arte per catturare il consenso di quanti, ahimè troppo numerosi in Italia (ma non sempre per colpa loro), ignorano i contenuti della rete, il suo ruolo e quello dei social network nel mondo in generale ed nel campo della libertà di espressione e della democrazia in particolare.

Per ritornare ad un inciso del discorso precedente, se è pur vero che in Italia la rete, i suoi contenuti, le potenzialità dei suoi servizi sono sconosciuti ai più, ciò è, a mio modesto avviso, dovuto in larga parte al digital divide cui siamo sottoposti come cittadini.

È nota a tutti la scarsa percentuale di penetrazione di vere reti ADSL e del loro accesso ai cittadini che non ci fanno certo onore in campo internazionale.

Per accorgercene basta pensare in termini pragmatici e farci una domanda molto semplice: lasciando stare la percezione che abbiamo dei gruppi di persone a cui eventualmente ci aggreghiamo incontrandoli sulla rete ovvero in luoghi pubblici dedicati ad una certa aggregazione per omogeneità culturale, interessi comuni etc., iniziamo per una attimo a pensare in termini di densità territoriale, guardiamo ad esempio le persone che vivono nel nostro isolato, quante accedono ad Internet abitualmente? Quante hanno un blog? Quante partecipano a gruppi di discussione? Specialmente se viviamo in un piccolo paese od anche solo un po’ al di fuori di un grande centro urbano, ci accorgeremo subito che se pensiamo ad un campione di un centinaio dei nostri vicini di casa, fatichiamo a trovarne più di tre o quattro che corrispondano alle caratteristiche di cui sopra. Spesso questo è dovuto al fatto che quei pochi che hanno avuto accesso alle risorse necessarie a connettersi alla rete, hanno dovuto penare non poco per riuscirci. Basta leggere il contenuto dei forum sull’argomento e vedere quanto devono penare i clienti di quasi tutti i gestori di telefonia per avere la propria connessione funzionante. Altro che portarci a casa la scatoletta ed essere connessi in pochi minuti ed in pochi click!

Oppure basta visitare i siti che più sbandierano offerte di connessione per verificare se certe zone e certi indirizzi specifici hanno la copertura. Io stesso ho dovuto fare acrobazie incredibili per ottenere la connessione perché il mio domicilio non aveva la copertura ma bastava attraversare la strada e scoprire che gli edifici di fronte ce l’avevano.

Rimane la curiosità ed una battuta, Obama ha visitato la Cina per insegnare ai cinesi che esiste la libertà di un mondo democratico che non pone limiti all’espressione ed all’accesso alle risorse dell’informazione, Schifani ha visitato la Cina per imparare dai maestri della censura!

Per fortuna sembra che al momento queste paventate forme di censura all’italiana siano rimandate, che si siano interrogati su quanti voti potrebbero perdere come politici dagli utenti di Facebook arrabbiati?

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Lettori ebooks

ebook_tNonostante sia un bibliofilo quasi maniacale ed ami per questo i libri più nella loro forma cartacea, ultimamente, visto che viaggio molto, mi sono deciso ad acquistare un lettore di ebooks per poter portare con me una serie di testi, non ultimi quelli confezionati da me durante le mie infinite peregrinazioni in internet.

La scelta è caduta su un prodotto uscito da poco sul nostro mercato, ilCybook Opus della francese Bookeen che mi ha colpito per una serie di caratteristiche in ordine di importanza, per me naturalmente, che elenco di seguito:

  1. Supporto di formati liberi, primo fra tutti epub
  2. Prezzo del prodotto (uno dei più bassi sul mercato)
  3. Display e-ink fra i più leggibili nella sua classe di dimensioni (5″)
  4. Leggerezza e dimensioni ridotte
  5. Autonomia (in pratica si può leggere per settimane senza ricaricare)
  6. Possibilità di rotazione automatica dello schermo
  7. Assenza di pulsanti e complicazioni varie

Avevo già fatto esperienza molti anni fa dei primi libri elettronici in formato proprietario (lit) e del loro utilizzo su computer palmari di Microsoft Reader sotto WindowsCE, ma l’esperienza era stata molto deludente e l’autonomia non mi aveva mai permesso di completare nemmeno la metà di un viaggio in aereo senza che le batterie si scaricassero

Cybook Opus

rendendo il dispositivo inservibile.

Allego un’immagine del giocattolo.

Per coloro che usano software libero e amano prepararsi libri elettronici da soli, consiglio l’uso di un software per Linux molto efficiente e che permette di convertire file anche un po’ ostici in un formato molto lineare come epub. Tale pacchetto è Calibre. A dire il vero esiste anche in una versione per Windows e per Mac, ma non ho avuto la possibilità di provarle.

Un sito che ormai è un riferimento per tutti gli italiani che si avvicinano al mondo dell’editoria digitale è SBF.

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Software libero Open Source Linux e dintorni

linusqueSono ormai diventato un accanito sostenitore del software libero open source ed in particolare dello spirito che sta dietro a questo mondo così articolato.

Utilizzo ormai da un po’ di tempo una distribuzione di Linux molto conosciuta il cui nome è Ubuntu ed ho il piacere di aver trovato nel mondo dell’open source tutte le applicazioni che ho utilizzato oppure sognavo di utilizzare ma non acquistavo per il loro costo ovvero per l’impegno che ne avrebbe poi comportato la manutenzione nell’ambiente Windows.

Leggo invece con estrema preoccupazione sui notiziari e su siti specializzati nella diffusione del software libero, che le pubbliche istituzioni, prima fra tutte la scuola, nelle persone del ministro Brunetta e del ministro Gelmini, hanno firmato un protocollo di intesa con Microsoft per l’adozione del loro software nella pubblica amministrazione, ma ciò che è peggio nella scuola. La scuola è l’agenzia sociale dove, sopra ogni altro viene formato l’individuo del domani e dove l’insegnamento all’utilizzo di software e formati proprietari, ma ancora di più privilegiando un particolare marchio, si addestrano gli studenti ad essere più consumatori che cittadini istruiti. Privilegiare poi un marchio che è già stato sanzionato dall’antitrust in molte nazioni d’oltreoceano ed a livello europeo per l’abuso di posizione dominante sul mercato, suona poi di interesse privato in pubblico ufficio.

La scuola non può permettersi di promuovere determinati prodotti. Sarebbe come se permettessero di dare l’esame per la patente di guida solo a coloro che si presentano all’esame con una Ford.

Uno dei rischi accessori che noi tutti conosciamo, è poi l’uso di formati, oltre che di software proprietari, che ci lega ad una manutenzione continua del software con cui questi file vengono generati ed anche qui la pubblica amministrazione ci fa trovare in linea, ove questo accade, file di formati proprietari di Microsoft (e.g. documenti di MSWord, tabelle di MSExcel, presentazioni di MSPower Point ecc.).

Invito tutti quelli che credono nei principi ispiratori dell’utilizzo del software libero ed open source e che pensano ancora che la democrazia non sia solo una parola ad aderire alle iniziative di tutte quelle entità che si adoperano per la promozione della pluralità nel campo dell’informatica.

Ecco alcuni link di esempio:

Associazione per il software libero

Istituto E. Maiorana di Gela (una scuola italiana all’avanguardia nell’IT)

Carocandidato

La Free Software Foundation su Wikipedia

Il sito italiano di Ubuntu

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Il manifesto di internet

 

Come lavora oggi il giornalismo. Diciassette dichiarazioni

1. Internet è differente.

Produce differenti ambiti pubblici, differenti condizioni commerciali e competenze culturali diverse. I media devono adattare i propri metodi di lavoro alla realtà tecnologica odierna invece di ignorarla o cambiarla. E’ loro dovere sviluppare la miglior forma di giornalismo possibile basata sulle tecnologie disponibili. Questo include nuovi prodotti e nuovi metodi giornalistici.

2. Internet è un impero mediatico tascabile.

Il web riorganizza le strutture mediatiche esistenti superando i loro precedenti confini e oligopolie. La pubblicazione e la diffusione di contenuti non richiedono più grossi investimenti. La concezione che ha di sé il giornalismo si sta curando- per fortuna- dalla sua funzione di controllo dell’informazione. Tutto ciò che resta è un giornalismo di qualità attraverso cui il giornalismo si distingue dalla mera pubblicazione.

3. Internet è la nostra società in Internet.

Le piatteforme basate sul web come i social network, Wikipedia o YouTube sono diventate parte della vita quotidiana della maggioranza della gente del mondo occidentale. Sono accessibili come il telefono o la televisione. Se le aziende di comunicazione vogliono continuare ad esistere, devono capire il mondo degli utenti di oggi e adottare le loro forme di comunicazione. Questo include le forme base della comunicazione sociale: ascoltare e rispondere, meglio conosciuto come dialogo.

4. La libertà di Internet è inviolabile.

L’architettura aperta di internet costituisce la legge base dell’IT (Information Technology, n.d.T.) di una società che comunica digitalmente e, di conseguenza, del giornalismo. Non dovrebbe essere modificata con l’obiettivo di proteggere speciali interessi commerciali o politici spesso nascosti dal pretesto del pubblico interesse. A prescindere da come sia fatto, bloccare l’accesso a internet mette in pericolo il libero flusso di informazioni e corrode il nostro diritto fondamentale alla scelta del livello di informazione.

5. Internet è la vittoria dell’informazione.

A causa di un’inadeguata tecnologia le aziende di comunicazione, i centri di ricerca, le istituzioni pubbliche e altre organizzazioni hanno compilato e classificato l’informazione mondiale fino a ora. Oggi ogni cittadino può configurare propri filtri di notizie secondo i gusti personali, mentre i motori di ricerca forniscono una miniera di informazioni di una grandezza mai vista prima. Le persone possono ora informarsi meglio che mai.

6. Internet cambia migliora il giornalismo.

Attraverso internet il giornalismo può completare il suo ruolo socio-educativo in un nuovo modo. Questo include presentare le informazioni come un processo continuo e in costante cambiamento; la decadenza dell’inalterabilità della stampa è un beneficio. Chi vuole sopravvivere in questo nuovo mondo di informazione ha bisogno di un nuovo idealismo, di nuove idee giornalistiche e di un senso di soddisfazione nello sfruttare questo nuovo potenziale.

7. La rete richiede un network.

I link sono collegamenti. Ci conosciamo l’un l’altro attraverso i link. Chi non li usa esclude se stesso dal discorso sociale. Ciò riguarda anche i siti delle aziende di comunicazione tradizionale.

8. I link premiano, le citazioni abbelliscono.

I motori di ricerca e gli aggregatori facilitano il giornalismo di qualità: aumentano la trovabilità di contenuti rilevanti oltre il lungo termine e sono così una parte integrale della nuova e interconnessa sfera pubblica. I riferimenti attraverso link e citazioni- includendo specialmente quelli fatti senza alcun consenso o anche compenso dell’autore- rendono prima di tutto proprio possibile la cultura del social network.

9. Internet è la nuova sede per il discorso politico.

La democrazia cresce grazie alla partecipazione e alla libertà di informazione. Trasferire le discussioni politiche dalla comunicazione tradizionale a internet e approfondire questa discussione coinvolgendo l’attiva di partecipazione del pubblico è uno dei nuovi obiettivi del giornalismo.

10. La libertà di stampa di oggi significa libertà di opinione.

L’articolo 5 della Costituzione tedesca non comprende diritti protettivi per professioni o modelli di impresa tecnicamente tradizionali. Internet annulla i limiti tecnologici fra il dilettante e il professionista. Ecco perché il privilegio della libertà di stampa deve riguardare chiunque può contribuire all’adempimento dei doveri del giornalismo. Qualitativamente parlando, non dovrebbe essere fatta nessuna differenziazione fra giornalismo pagato e non pagato, ma piuttosto fra giornalismo buono e scadente.

11. Il più è il più – non esiste troppa informazione.

Un tempo istituzioni come la chiesa avevano potere sulla coscienza personale e mettevano in guardia contro l’incontrollato flusso di informazioni quando fu inventata la stampa. D’altra parte c’erano gli scrittori dei pamphlet, gli enciclopedisti e i giornalisti che dimostravano che più informazioni portavano più libertà, sia per l’individuo che per l’intera società. A quest’oggi nulla è cambiato a questo riguardo.

12. La tradizione non è un modello di impresa.

Si può guadagnare su internet con contenuti giornalistici. Già oggi se ne possono fare parecchi esempi. Proprio perché internet è terribilmente competitiva, i modelli di impresa devono essere adattati alla struttura della rete. Nessuno dovrebbe provare a fuggire questo adattamento essenziale attraverso una politica mirata a preservare lo status quo. Il giornalismo ha bisogno di una competizione aperta per le migliori soluzioni di rifinanziamento sulla rete, con il coraggio di investire nella sfaccettata implementazione di queste soluzioni.

13. Il diritto d’autore diventa un dovere civico su Internet.

Il diritto d’autore è un caposaldo dell’organizzazione delle informazioni su internet. I diritti degli autori di decidere del tipo e dello scopo della diffusione dei loro contenuti sono validi anche nella rete. Allo stesso tempo non si deve abusare del diritto d’autore come un modo per salvaguardare obsoleti meccanismi di fornitura ed escludere nuovi modelli di distribuzione o schemi di licenze. La proprietà comporta degli obblighi.

14. Internet ha tante valute.

I servizi di giornalismo online finanziati dalla pubblicità offrono contenuti in cambio di messaggi pubblicitari. Il tempo di un lettore, di un visitatore o di un ascoltatore è prezioso. Nell’industria del giornalismo questa correlazione è stata sempre uno dei principi fondamentali del finanziamento. Altre forme di rifinanziamento che sono giustificabili dal punto di visto del giornalismo hanno bisogno di essere create e testate.

15. Ciò che è nella rete resta nella rete.

Internet sta portando il giornalismo a un nuovo livello qualitativo. Testi, suoni e immagini online non devono essere più transitori. Restano rintracciabili, così da costruire un archivio di storia contemporanea. Il giornalismo deve tenere conto dello sviluppo dell’informazione, della sua interpretazione e dei suoi errori, cioè deve riconoscere i suoi sbagli e correggerli in maniera trasparente.

16. La qualità resta la qualità più importante.

Internet ridimensiona volumi omogenei di beni. Solo quelli notevoli, credibili ed eccezionali otterranno un costante seguito a lungo andare. Le richieste degli utenti sono aumentate. Il giornalismo deve soddisfarle e rispettare i propri principi su cui si basa.

17. Tutto per tutti.

Il web costituisce un’infrastruttura per lo scambio sociale superiore a quella dei mass media del XX secolo: quando si è nel dubbio, la “generazione Wikipedia” è capace di giudicare la credibilità di una risorsa, tracciando le notizie fino alla risorsa originale, ricercandola, controllandola e valutandola- da sola o come parte dello sforzo di un gruppo. I giornalisti che snobbano ciò e non sono disposti a rispettare queste competenze non sono presi seriamente dagli utenti di internet. E a ragione. Internet rende ciò possibile per comunicare direttamente con quelli che sono conosciuti come destinatari- lettori, ascoltatori e visitatori- e sfruttare la loro conoscenza. Non sono richiesti tutti i giornalisti che sanno questo, ma quelli che comunicano e indagano.

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