Warning: Illegal offset type in /home/iz4bzc/ben.br1.net/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/sitepress.class.php on line 5354
Identificare gli astri, seconda puntata | Gianluigi Conti (Ben) IZ4BZC

Identificare gli astri, seconda puntata

loating_star

Per coloro che hanno avuto la pazienza di seguire l’articolo precedente e la costanza per costruirsi lo strumento descritto, ecco una piccola ricompensa, con un articolo che mostra in pochi e semplici passi come identificare un astro, una volta presa la sua altezza, il tempo dell’osservazione ed il suo azimut.
Per questo tipo di esercizio, il materiale occorrente è quello che potete vedere nella foto seguente:

IMG_0411
Lo strumento che avete costruito secondo le istruzioni del precedente articolo;
Le effemeridi nautiche relative al periodo di osservazione;
Un taccuino ed una matita;
Una piccola bussola da rilevamento a mano;
Lo StarFinder 2102D;
e naturalmente un orologio con l’indicazione dei secondi di cui abbiate controllato la precisione rispetto ad un segnale orario

 

A questo punto non vi resta che uscire in giardino, individuare un astro (anche in uno scorcio fra nuvole) che avrete cura di scegliere tra i più luminosi in vista in modo da avere ottime probabilità che si tratti di un corpo celeste fra quelli utilizzati per la navigazione astronomica, e puntando il vostro strumento in modo da vederlo allineato all’interno del dispositivo di mira che avrete costruito utilizzando una stecca da poster oppure una cannuccia, leggere l’angolo di altezza segnato dal filo a piombo contro la scala del goniometro. Vi servirà un po’ di esercizio per imparare a fermare il filo a piombo contro la scala graduata del goniometro per leggere l’angolo con una certa precisione, ma imparerete presto il trucco che più vi si addice. Ricordate sempre di sottrarre 90° alla lettura effettiva poiché il vostro orizzonte corrisponde appunto a 90° sulla vostra scala, nella foto l’esempio dell’angolo letto corrisponde a circa 26° e 30′.

IMG_0401

 

Se avete con voi un assistente potete dare lo stop per la registrazione del tempo esatto dell’osservazione, ma se siete soli potrete contare il tempo mentalmente: milleuno, milledue, milletre, etc. fino al momento in cui potrete leggere il quadrante dell’orologio (iniziando sempre dai secondi).
Una volta appuntato il tempo dell’osservazione e l’angolo di altezza misurato, potete misurare l’angolo dell’azimut approssimativo usando la bussola da rilevamento a mano.
Ecco un’istantanea del taccuino contenente questi dati che come potete vedere corrispondono ad un’altezza di 26° e 30′ misurata alle ore 20 53 minuti e 40 secondi, con un azimut di circa 162° (ricordate sempre di tenere conto della declinazione magnetica del luogo, visto che lo StarFinder si basa su un Azimut vero e non magnetico):

IMG_0402

 

Ho capito che l’astro osservato era una stella per il fatto che, pur essendo estremamente luminosa, baluginava, al contrario di un pianeta che avrebbe avuto una luce più fissa oltre a trovarsi più o meno sulla linea dell’eclittica.
Non ci resta che registrare la nostra posizione, magari avvalendoci di Google Maps, una volta indicato il punto sulla carta o visione satellitare, cliccando con il tasto destro e selezionando dal menu rapido la voce “Che cosa c’è qui?”, vedrete comparire le coordinate nella casella di ricerca in alto.
Ed ora possiamo tuffarci nei nostri calcoli:
Prima di tutto dobbiamo riportare l’ora dell’osservazione al GMT (nel nostro caso, sottraendo un’ora all’orario del nostro fuso locale), in questo modo la nuova ora GMT sarà 19h 53m 40s;
Poi dovremo andare a cercare nelle effemeridi nautiche, nelle pagine pagine giornaliere corrispondenti alla nostra data, il tempo sidereo Ts corrispondente alle ore 19 che, come si vede nella figura seguente è 59°07.1′;

IMG_0408

A questo dovremo aggiungere le parti proporzionali corrispondenti ai 53m e 40s andando alle pagine azzurre corrispondenti e leggendo il valore nella colonna del Ts che è di 13°27.2′ come si vede nella figura seguente:

IMG_0409

Una volta sommati questi due valori ed ottenuto il Ts del tempo dell’osservazione, non ci resta che ottenere l’angolo orario riferito al meridiano locale “t”, sommando il valore della nostra longitudine (sommare se E, sottrarre se W) che come si vede nella foto successiva è 84°50.6′:

IMG_0403

Questo sarà il valore che segneremo per comodità con una matita sul bordo esterno della faccia del disco bianco del nostro StarFinder corrispondente al nostro emisfero (N nel nostro caso) come si vede nella foto seguente:

IMG_0404

Dovremo quindi selezionare il disco trasparente azzurro che più riavvicina alla nostra latitudine (45° Nord, nel nostro caso);

IMG_0405

Ed una volta portato l’indice del disco trasparente sul segno di matita precedentemente riportato sul bordo esterno, potremo vedere che l’astro che si trova a circa 162° di Azimut (letti sul bordo esterno del diagramma che rappresenta il nostro orizzonte) ed all’angolo di circa 26°, 27° di altezza (letti sulla scala verticale dell’indice), non può essere altri che Sirio.

IMG_0406

Potrete a questo punto fare esperimenti con molti altri astri seguendo la guida di cui sopra e tenendo conto che poiché ad ogni ora sul bordo esterno del vostro StarFinder, corrisponde uno spostamento di 15°, vi basterà in pratica fare avanzare il disco di un grado ogni quattro minuti trascorsi dall’ora per cui avete fissato l’inizio delle vostre osservazioni, trasformando così il vostro StarFinder in una sorta di orologio celeste. Sempre e comunque vi renderete conto che anche se le misure effettuate hanno una certa approssimazione, gli astri verranno sempre identificati senza ombra di dubbio.
Nella foto che segue, lo stesso risultato ottenuto con il precisissimo programma di calcolo StarPilot su una calcolatrice scientifica ad ulteriore conferma della bontà degli strumenti manuali in nostro possesso.

IMG_0410
Esistono almeno altri tre metodi per procedere a questo tipo di identificazione, ma nessuno di questi è veloce e semplice come l’utilizzo dello StarFinder.
Allenatevi e tenetevi in forma non solo fisicamente per le vostre navigazioni … astronomiche naturalmente!

 

Similar Posts:

Share