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Il binocolo compagno del navigatore | Gianluigi Conti (Ben) IZ4BZC

Il binocolo compagno del navigatore

Andando per mare, vi sarete resi conto personalmente di quale prezioso ausilio, oltre che una dotazione obbligatoria per chi naviga oltre le 50 miglia, sia costituita dal binocolo. In pratica tutti hanno un binocolo a bordo, ma non tutti sono soddisfatti di quello che hanno. Ho pensato che una piccola guida potesse essere utile a fare un po’ di chiarezza nella scelta del binocolo ideale per il navigatore.
Questo strumento è fondamentale in navigazione per identificare e capire cosa fanno altri mezzi navali, se la loro rotta incrocerà la nostra sia di giorno che di notte; allo stesso modo potremo riconoscere tratti di costa, ausili alla navigazione ed ostacoli, osservare e mantenere allineamenti di punti cospicui, osservare elementi meteorologici potrà infine servirci anche a divertirci osservando animali marini nel loro ambiente e riconoscere ad esempio i cetacei dal profilo delle loro pinne dorsali. Potrà infine regalarci alcune belle osservazioni astronomiche nelle belle notti stellate in un ambiente, il mare, ancora poco contaminato dall’inquinamento luminoso presente nei centri urbani.
Lungi dal voler compilare una serie di note tecnico/scientifiche sulle caratteristiche dei binocoli, vediamo di seguito una serie di piccole regole pratiche per aiutarci nella scelta di un buon binocolo che ci accompagni nelle nostre navigazioni migliorandone la sicurezza e la piacevolezza. Le elencheremo in ordine di importanza decrescente.

1) Potenza e luminosità – Ogni binocolo è in genere caratterizzato da due numeri (7X30, 8X30, 7X50, 10X50, 12X70 etc.) il primo dei quali indica il fattore d’ingrandimento, il secondo il diametro di delle lenti frontali (obiettivo) espresso in millimetri. L’ingrandimento deve essere sufficiente ad avere un buon dettaglio ma con un angolo di campo che consente di puntare direttamente ad un oggetto senza doverlo cercare eseguendo lunghe panoramiche dei dintorni, anche perché in genere il paesaggio circostante in mare può offrire pochi punti di riferimento per facilitare il riconoscimento di una determinata porzione dello sfondo. A questo si aggiunge che le osservazioni avvengono su una piattaforma (la barca) semovente, che rende ancora più difficile mantenere inquadrati i soggetti senza stancare eccessivamente l’occhio. Esistono anche zoom ad ingrandimento variabile, che però penalizzano la luminosità dei gruppi ottici e pertanto la visione in condizioni di luce scarsa. Abbiamo così introdotto il secondo parametro che è il diametro dell’obiettivo espresso in millimetri e che, maggiore è il diametro, più contribuisce a facilitare la visione in condizioni di luce scarsa, anche se lo strumento diviene sempre più pesante ed ingombrante. Il fattore d’ingrandimento più usato, e pertanto considerato il miglior compromesso tra necessità di dettaglio e facilità di puntamento dalla maggioranza dei naviganti, è il 7X, mentre il diametro che offre il miglior compromesso in termini di luminosità dell’immagine e peso/ingombro del sistema ottico è il 50mm.

2) Diametro della pupilla d’uscita – maggiore è questa misura, maggiore sarà la distanza da cui vi sarà possibile tenere il binocolo dall’occhio, maggiore sarà la tolleranza in termini di allineamento e distanza tra occhio ed oculare. Anche qui ci faremo guidare da criteri di miglior compromesso tenendo conto che minore è lo sforzo che i nostri occhi devono fare per adattarsi alla visione attraverso il binocolo, maggiore sarà il tempo in cui potremo utilizzarlo.

3) Tenuta stagna e resistenza agli urti – quasi tutti gli strumenti che dobbiamo utilizzare in coperta anche quando le condizioni meteo sono sfavorevoli, li preferiamo a tenuta stagna. Il binocolo non fa eccezione anche perché all’esecuzione stagna si accompagna in genere il riempimento dell’interno dello strumento con un gas inerte e senza umidità che impedisce, in caso di sbalzi termici, il formarsi di condense interne che potrebbero pregiudicare la visione. Stesso criterio vale per la resistenza agli urti che possono, nel migliore dei casi provocare un disallineamento dei prismi interni, nel peggiore danni e rotture permanenti; esistono pertanto rivestimenti in gomma che ammortizzano eventuali urti e conferiscono maggiore robustezza allo strumento favorendo anche una presa più salda alle mani. Nella maggioranza dei casi, la tenuta stagna e la robustezza del meccanismo di messa a fuoco, sono raggiunte, per semplicità costruttiva, tramite una messa a fuoco individuale degli oculari. Poichè nell’uso marino, dovendo osservare più spesso oggetti ad una certa distanza, gli aggiustamenti della messa a fuoco sono meno frequenti, si preferisce lasciare la complicazione e delicatezza meccanica della messa a fuoco collettiva degli oculari a quelli per uso terrestre. Anche i tipi di trattamento superficiale delle lenti esterne possono offrire un supplemento di protezione dall’abrasione, dai riflessi e dall’appannamento, influendo ulteriormente sui criteri di scelta.

4) Bussola incorporata – Molti dei binocoli per uso marino, incorporano anche una bussola da rilevamento che è possibile leggere in una finestrella integrata nella cornice del campo inquadrato. Anche questa funzione può essere estremamente utile nel rilevare punti cospicui e altro naviglio per evitare collisioni e pericoli. Molte di queste bussole sono anche illuminate per facilitarne un uso notturno. Recentemente anche bussole digitali elettroniche sono state incorporate nei binocoli, ma mi sembra improprio subordinare in toto a delle pile il funzionamento di tale dispositivo.

5) Galleggiabilità – anche se raccomando a tutti di passare sempre attorno al collo la cinghia di cui i binocoli sono dotati in modo da evitare cadute accidentali

6) Prezzo – per ultima esaminiamo questa caratteristica che costituisce comunque uno dei criteri che orientano la nostra scelta. Oggigiorno possiamo trovare binocoli i cui prezzi variano dai 50 a più di 1000 €, se è pur vero che a costo maggiore corrisponde nella maggioranza dei casi una qualità maggiore, ben difficilmente un modello da 1000€ vi permetterà di vedere 20 volte meglio di quello da 50€, e come al solito in medio stat virtus, per cui un modello tra i 170 ed i 300€ saprà darvi la qualità e la resa di cui avete bisogno. Tutti i binocoli ottici, possono essere ricondotti a due categorie fondamentali, quelli che utilizzano prismi di Porro e quelli che utilizzano prismi a tetto. Quelli con i prismi a tetto sono praticamente esenti da problemi di disallineamento dei prismi interni ed a parità di luminosità sono molto più leggeri e meno ingombranti, ma molto più costosi, per cui consiglierei di privilegiare altre caratteristiche prima di procedere ad un eventuale acquisto.

Una menzione a parte meritano i moderni binocoli con stabilizzatore d’immagine. Questi binocoli consentono, tramite l’utilizzo di sofisticate tecnologie come gli accelerometri che corredano i moderni smart-phone ed alcuni servomeccanismi, di mantenere allineati i gruppi prismatici interni al binocolo eliminando quasi totalmente l’effetto di vibrazioni e piccoli spostamenti. Fra l’altro questi binocoli consentono anche l’utilizzo di potenze ben superiori a 7 senza pregiudicare troppo il loro utilizzo in barca. Si tratta però di dispositivi che dipendono per il loro funzionamento da fonti di energia elettrica (pile o batterie) e che costano sempre molto di più dei loro omologhi non stabilizzati, pertanto li colloco in una funzione di secondo binocolo da tenere a bordo qualora si possieda già un buon binocolo marino tradizionale.

Nella figura sotto la mia dotazione di binocoli a bordo che vede come strumento primario un binocolo marino 7X50 in esecuzione stagna con bussola analogica incorporata ed illuminata, ed un binocolo stabilizzato 10X40.

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