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I crepuscoli del navigatore | Gianluigi Conti (Ben) IZ4BZC

I crepuscoli del navigatore

La differenza tra un navigatore astronomico neofita ed un esperto, balza all’occhio di ogni osservatore che abbia avuto l’occasione di navigare con entrambi. Il primo, all’apparire dei primi astri in cielo si affanna ad estrarre i ferri del mestiere e chiede ad altri in modo piuttosto concitato di fare cose, farfugliando, che si sta perdendo l’attimo fuggente ed accampando poi mille scuse per la scarsa qualità dei risultati poi. Il secondo siede rilassato da qualche parte godendosi la navigazione o dedicandosi a qualche altra attività, fino al momento in cui un breve allarme squilla sul suo orologio da polso, solo allora egli estrae un suo taccuino, scende con la dovuta calma sotto coperta a prendere il sestante e si mette tranquillamente all’opera. Dobbiamo a questo punto tornare un po’ indietro nel tempo per capire fino in fondo quali trucchi hanno reso il nostro navigatore astronomico così tranquillo e rilassato. Come per la stragrande maggioranza delle attività un grammo di prevenzione vale un chilo di cura ed è proprio l’attività di preparazione che distingue il navigatore astronomico esperto dal neofita.
Tutti sappiamo che il momento ideale per osservare l’altezza degli astri sull’orizzonte è quel momento particolare in cui entrambi sono visibili e che viene chiamato crepuscolo, rispettivamente serale e mattutino. Per conoscere l’ora dei crepuscoli, normalmente quando siamo a terra possiamo consultare un quotidiano, ma questo non ci aiuta molto se siamo in mare ed in special modo se siamo lontani dalla città in cui viene stampato il giornale.
Bisogna anche tenere conto di una serie di fatti che dipendono dal moto del nostro pianeta e dal variare dell’altezza dell’eclittica con l’alternarsi delle stagioni. In inverno le giornate durano molto meno, a latitudini più elevate corrispondono durate dei crepuscoli maggiori, fino ad arrivare alle alte latitudini circumpolari in cui in vicinanza dei solstizi d’estate e d’inverno il sole rispettivamente non tramonta mai e non sorge mai. Se parlate al telefono con un amico che è 10° più a ovest di voi e gli dite che vedete un magnifico tramonto, lui il tramonto lo potrà apprezzare solo 40′ più tardi, nonostante possa trovarsi per convenzione nello stesso vostro fuso orario.
In effetti il momento per le osservazioni astronomiche è scandito da più periodi che mettono il navigatore nella condizione di capire al meglio quali astri osservare a quale ora ed in quale direzione. Dovendo passare al mondo dei numeri, i crepuscoli sono delimitati dai seguenti momenti:
Crepuscolo civile– va dal momento in cui il sole tramonta al momento in cui si trova ad un’altezza di 6° al di sotto dell’orizzonte (alla sera), e dal momento in cui si trova ad un’altezza di 6° al di sotto dell’orizzonte al momento in cui sorge (al mattino). Questo è anche il periodo in cui bisogna accendere le luci di navigazione alla sera e spegnerle al mattino.
Crepuscolo nautico– va dal momento in cui il sole si trova ad un’altezza di 6° al di sotto dell’orizzonte al momento in cui si trova ad un’altezza di 12° al di sotto dell’orizzonte (alla sera), e dal momento in cui il sole si trova ad un’altezza di 12° al di sotto dell’orizzonte al momento in cui si trova ad un’altezza di 6° al di sotto dell’orizzonte (al mattino).
Esiste anche un crepuscolo astronomico che corrisponde al momento in cui il sole si trova ad un’altezza di 18° al di sotto dell’orizzonte ed il cielo è pertanto così oscuro da permettere le osservazioni astronomiche ad occhio nudo di stelle fino alla sesta magnitudine, ma questa è un’altra storia ed interessa solo marginalmente il nostro navigatore astronomico.
Nelle effemeridi italiane, il periodo del crepuscolo civile è da intendersi come quello che va dal tramonto all’inizio del crepuscolo nautico, mentre il crepuscolo nautico ha un inizio e una fine ben contrassegnati. Al mattino, dopo il crepuscolo nautico, il crepuscolo civile va dalla fine del crepuscolo nautico al sorgere del sole. Negli almanacchi di stile anglosassone, al tramonto, alla colonna “inizio del crepuscolo nautico” corrisponde la colonna “civil twilight”, ed alla colonna “fine crepuscolo nautico” corrisponde la colonna “nautical twilight”, l’inverso è riportato per il mattino.
Come vedrete nella figura esplicativa riportata alla fine di questo articolo, il momento giusto per osservare le altezze degli astri più luminosi (i pianeti e più in particolare Venere e Giove) è il crepuscolo civile e si inizierà ad osservare per primi quelli che si trovano nell’emisfero celeste più ad Est. Seguono, durante il crepuscolo nautico, le stelle più luminose sempre a cominciare dall’emisfero Est perchè è il primo luogo dove il cielo si scurirà a sufficienza per distinguere i primi astri e dove contemporaneamente la linea dell’orizzonte tenderà a scomparire per prima. Analogamente si farà al mattino tenendo presente che i due crepuscoli saranno rispettivamente invertiti nell’ordine. La cosa che appare strana le prime volte agli osservatori esterni è che il navigatore sembra puntare il sestante verso il nulla, una porzione di cielo dove non si vede nessun astro ad occhio nudo, ma dove il cannocchiale del sestante riesce a discriminare i primi astri avendo contemporaneamente una linea d’orizzonte ben visibile e capace di regalare misure estremamente precise.
Torniamo ora al lavoro di preparazione del nostro navigatore che, anche ore prima del tramonto e dell’alba, avrà proceduto a calcolare il tempo esatto di tali fenomeni per la posizione stimata con il seguente metodo (qui faremo l’esempio del tramonto, ma tutti gli altri fenomeni si determinano con lo stesso procedimento):
1) Eseguire un rapido calcolo (molto grezzo) di dove ci si troverà quando l’ora GMT corrisponderà più o meno al tramonto nella posizione attuale (naturalmente più siete vicino al tramonto più il calcolo sarà preciso).
2) Una volta ottenuta la posizione stimata, andate nelle pagine giornaliere corrispondenti alla data attuale e, nell’apposita tabella della pagina di destra, annotate l’ora GMT del tramonto del sole alla latitudine immediatamente inferiore alla vostra, a meno che non siate esattamente ad una delle latitudini riportate in tabella. Noterete anche che gli intervalli di latitudine variano lungo tale colonna con gruppi di intervallo di 10°, 5° e 2° al crescere della latitudine, appuntatevi anche di quale ampiezza è l’intervallo in cui è compresa la vostra latitudine, e l’intervallo di tempo che intercorre tra il valore inferiore ed il valore superiore di latitudine.
3) Andate ora alla fine delle pagine colorate delle effemeridi e più precisamente alle “Tavole per l’interpolazione del sorgere e del tramonto del sole e della luna, crepuscoli, etc.” – Tavola I per la latitudine. Entrate nella prima, seconda o terza colonna corrispondente all’intervallo di latitudine in cui era compresa la vostra latitudine. andate alla riga approssimata ai gradi e primi di differenza tra la vostra latitudine e quella trovata nella pagina giornaliera. Ora procedete in orizzontale fino alla colonna corrispondente all’intervallo di tempo del tramonto fra le latitudini che vi eravate appuntati in precedenza.
4) Aggiungete il tempo trovato all’orario GMT del tramonto del sole che vi eravate annotati in precedenza.
Ora bisogna procedere alla correzione per la longitudine.
5) Convertite la vostra longitudine in tempo tramite l’apposita tabella A1 di conversione di arco in tempo e sottraete questo tempo a quello trovato in precedenza se la longitudine è Est o sommatelo se la longitudine è Ovest. Quello trovato è molto presumibilmente l’orario che segnerà il tempo GMT al tramonto nella posizione stimata.

Una regola molto pratica per determinare ad esempio l’inizio del crepuscolo nautico se vi doveste essere spostati di molto durante la navigazione rispetto alla longitudine stimata in precedenza, consiste nell’osservare sulla pagina giornaliera l’intervallo che intercorre tra il tramonto e l’inizio del crepuscolo nautico. Quando vedrete tramontare il sole dal ponte della vostra barca saprete ad esempio che se l’intervallo in minuti era 23, esattamente 23 minuti più tardi, potrete ragionevolmente iniziare le vostre osservazioni ed avete tempo a sufficienza per prepararvi.
Un’ultima curiosità: osservando la pagina giornaliera delle effemeridi, vi sarete resi conto che tra il tramonto e l’inizio del crepuscolo nautico, non esiste lo stesso intervallo di tempo che intercorre tra l’inizio e la fine del crepuscolo nautico. Questo perchè, mentre le altezze negative del sole rispetto all’orizzonte di 6° e 12° sono calcolate rispetto al centro dell’astro, il tramonto ed il sorgere del sole sono, per comodità, quelli apparenti, presi cioè quando il lembo superiore del sole si trova sull’orizzonte, aggiungendo così una differenza corrispondente ad un semidiametro dell’astro.
Utilizzando questa informazione, non solo potrete prevedere a quale ora prepararvi alle osservazioni, ma anche precalcolare quali astri osservare ed a quali azimuth ed altezze approssimative trovarli ad esempio tramite lo starfinder di cui ho già parlato in un articolo precedente, collocandovi immediatamente nella categoria dei navigatori astronomici rilassati.
Nello schema esemplificativo riportato qui sotto, potete vedere in sequenza il tramonto, il crepuscolo civile ed il crepuscolo nautico, naturalmente all’alba la sequenza si invertirà.

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