Valvole prese a mare, croce e delizia

Fa parte della normale manutenzione occuparsi delle valvole delle varie prese a mare sullo scafo della propria barca. Quasi tutte, quando superano il pollice di diametro, tendono a bloccarsi a causa delle incrostazioni da calcare negli scarichi o della vegetazione e fauna incrostante nelle prese in aspirazione. Fra tutte, le più sensibili a questo fenomeno di bloccaggio sono le valvole a sfera, oggi largamente impiegate in questo tipo di utilizzo. Queste valvole, sono anche le meno manutenzionabili perchè la sfera che normalmente scorre fra due tenute in teflon o altro materiale sintetico, una volta rigato, comprometterà per sempre la tenuta della valvola anche nel caso riuscissimo a renderla nuovamente azionabile. La corrosione elettrochimica che viene stimolata dalla differenza di potenziale elettrico con le boccole passa-scafo su cui sono installate le valvole spesso contribuisce ulteriormente a rovinare questi componenti così importanti per la sicurezza della barca. Un tipo di valvola molto usato in passato e la cui invenzione risale addirittura ai romani, è la valvola a maschio ben conosciuta specialmente nell’ambiente anglosassone e nord-europeo. Le valvole a maschio possono essere facilmente revisionate anche con mezzi molto artigianali e della semplice pasta smeriglio, trovate un esempio di come fare corredato di foto a questo link.
Molti, come me del resto, avranno sostituito ripetutamente la classica valvola a sfera in acciao inox da 1″ e 1/4 dello scarico delle acque nere del WC, tantevvero che in ogni cantiere ne esiste sempre una gran quantità nel bidone dei rifiuti ferrosi pronte per essere buttate. Nella foto che segue, una delle tante che ho smontato dalla mia barca e che ha seguito la stessa sorte.
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Un’ottima alternativa, poichè meno sensibili alle incrostazioni, è costituita dalle valvole in Marelon come quella della figura seguente, ma anche queste ultime destinate prima o poi a rovinarsi e, nonostante le ottime doti del materiale con cui sono costruite, più sensibili alla frattura se colpite inavvertitamente da corpi contundenti.
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Altro tipo molto usato per questo impiego è quello detto a disco cuneo o più comunemente saracinesca, sensibile in questo caso alla perdita di tenuta da incrostazione sulle sedi. Se ne vede un esempio nelle figure seguenti.
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Ultimo tipo è quello denominato a globo, ben conosciuto anche questo e molto usato per le sue buone caratteristiche di tenuta e durata di cui si vede un esempio in questa immagine.

Anche questo tipo però, come tutte le altre ha il fluido che viene a contatto dello stelo di comando della valvola almeno quando questa è aperta ed ha quindi una possibile via di perdita verso l’esterno del corpo valvola ed un ulteriore organo che può usurarsi ed incrostarsi.

Dopo una attenta ricerca ed il contatto con vari fornitori, ho finalmente trovato un modello innovativo di valvola a globo definito antibloccaggio, adottato anche da alcuni cantieri molto prestigiosi per gli yacht da loro costruiti. In questo modello, la tenuta è effettuata da un globo rivestito di un elastomero che garantisce la tenuta anche con una sede moderatamente incrostata e questo elastomero si espande fino alla flangia del coperchio valvola con una specie di soffietto, impedendo di fatto il contatto tra il fluido di processo e lo stelo di azionamento della valvola che è comunque protetto da tenute per una doppia sicurezza. Anche la manutenzione della valvola è semplificata dal fatto che si può estrarre e eventualmente sostituire il coperchio e l’otturatore in una sola soluzione senza dover rimuovere il corpo valvola dalla sede in cui è installato.
Non dimentichiamo mai che le valvole installate sulle prese a mare del nostro scafo, sono l’ultima barriera tra la nostra più importante riserva di galleggiamento ed il mare.
Nelle foto che seguono La valvola di cui parlo, sia assemblata che aperta per facilitarne l’installazione.
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