Warning: Illegal offset type in /home/iz4bzc/ben.br1.net/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/sitepress.class.php on line 5354
Lo starfinder 2102-D un utile strumento | Gianluigi Conti (Ben) IZ4BZC

Lo Starfinder 2102-D un utile strumento


Warning: Illegal offset type in /home/iz4bzc/ben.br1.net/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/sitepress.class.php on line 5354

Warning: Illegal offset type in /home/iz4bzc/ben.br1.net/wp-content/plugins/sitepress-multilingual-cms/sitepress.class.php on line 5354

Nell’apprendimento della navigazione astronomica, molti di voi si saranno resi conto che una volta imparati i principi fondamentali, l’uso del sestante richiede non più di una o due ore, volendo includere alcuni trucchetti accessori, per migliorare le propria capacità di far combaciare un astro con la linea sottile dell’orizzonte. La cosa più impegnativa diviene a questo punto pianificare in anticipo quali astri osservare, in quale direzione trovarli ed a quale ora effettuare l’osservazione.
Altri già familiarizzati con l’uso delle tavole nei calcoli di previsione e del sestante stesso, una volta usciti nel vasto oceano, si saranno resi conto che, nelle latitudini e nelle stagioni più propizie alla navigazione, il cielo proprio nel momento giusto per l’osservazione, si presenta coperto facendo scadere l’entusiasmo anche dei più convinti. A questo punto il problema principale è rappresentato dall’esigenza di identificare un astro dopo averlo osservato mentre si mostrava in un piccolo squarcio fra le nuvole.
È per rispondere a questi due quesiti in maniera preponderante ed a tanti altri piccoli problemi astronomici, che nasce uno strumento come lo Starfinder 2102-D.


Si tratta in sostanza di uno strumento formato da un disco rigido in plastica bianca di base con due facce rappresentanti rispettivamente l’emisfero Nord e l’emisfero Sud e da una serie di nove dischi flessibili trasparenti stampati in blu che rappresentano in pratica il cielo visibile alle varie latitudini a partire dai cinque gradi ad intervalli di dieci gradi. A questi si aggiunge un ulteriore disco flessibile stampato in rosso utile a tracciare sul disco di base la posizione di astri non ancora presenti sul disco di base come stelle al di fuori del catalogo elencato nelle pagine giornaliere degli almanacchi ovvero di pianeti che per le loro caratteristiche di moto nel cielo stellato non possono essere rappresentati in maniera permanente.
Oggigiorno esistono programmi per calcolatori e sussidi elettronici di vario genere che sostituiscono egregiamente l’uso di questo starfinder, ma rimane il fatto che oltre ad essere quest’ultimo di una grande rapidità e praticità nell’uso, in un ambiente non sempre propizio alle sofisticazioni come quello di una barca in mezzo al mare, non necessita di fonti di energia esterne e non ha certo paura dell’acqua salata o dell’umidità in genere. Inoltre la sua praticità rispetto all’uso di altri sistemi manuali di calcolo come le varie tavole a soluzione diretta è aumentata dal fatto che restituisce le informazioni anche in maniera grafica e non dimentichiamo che una figura vale mille parole.
Naturalmente questo strumento non è unico nel suo genere e conta al momento un analogo starfinder (N.P.323) edito dall’Ammiragliato Britannico ed un autorevole quanto negletto strumento (l’Ortosferoscopio del Pino) edito fino a qualche anno fa dall’Istituto Idrografico della Marina italiana che volendo aveva una serie di funzioni aggiuntive.
Con l’esperienza, questo starfinder può diventare anche un sussidio alla navigazione d’emergenza senza bisogno del supporto di un sestante, ma insieme ad un sempllice sestante di plastica ed alcuni fogli con tavole di declinazione annuali, può a pieno titolo entrare nel contenuto del sacco di emergenza da imbarcare su una zattera in caso di abbandono barca.
Chi ne avesse uno per le mani, avrà notato che sul disco di base sono rappresentate le 57 stelle riportate negli almanacchi nautici stranieri, per essere più precisi 58, visto che la polare è rappresentata dal piccolo perno posto al centro del disco. Su quello in mio possesso, ed usando il disco trasparente stampato in rosso in dotazione, ho tracciato anche, con l’ausilio di un pennarello indelebile fine, le ulteriori otto stelle presenti nelle pagine giornaliere delle effemeridi italiane edite dall’Istituto Idrografico della Marina rendendolo in tal modo compatibile ad un uso completo con tale pubblicazione che preferisco a quelle straniere per una serie di caratteristiche che non mi dilungo ad elencare in questa sede.
Per tutti coloro che fossero interessati, ho preparato anche un foglio di istruzioni rapide in Italiano e compatibili con le convenzioni utilizzate per le grandezze utilizzate nelle effemeridi italiane, che possono essere liberamente scaricate a questo indirizzo.
Tali istruzioni sono disegnate in modo che, una volta stampate, possano essere ritagliate in modo da entrare senza ulteriori pieghe nella busta in dotazione allo starfinder. I più maniaci potranno anche plastificarle per renderle resistenti all’acqua come il resto dello strumento.
Buon vento.

Similar Posts:

Share