Radiantismo

Sono sempre stato affascinato fin da bambino dall’hobby della radio fin da quando a dieci anni ho realizzato la mia prima radio a galena. Sentire le voci del mondo nella cuffia mi dava un’idea di libertà senza confini che faceva da magnifico complemento alla lettura dei libri, altra mia passione profonda.

Continuo a pensare che l’hobby del radioamatore sia uno dei più divertenti ed innocui per molti aspetti che ancor oggi si possa praticare. Non si può certo dimenticare che buona parte dello sviluppo oggi raggiunto nel campo delle telecomunicazioni sia dovuto alla passione, all’impegno, alla perseveranza di persone che hanno dedicato molte delle loro risorse intellettuali e materiali allo sviluppo ed al mantenimento di molteplici aspetti di questa vasta disciplina.

Molte sono le persone che trovano sfogo in questa passione che accomuna così tanti al di là delle barriere degli stati, culturali, di religione, psicologiche, di classe sociale, ed ognuno con possibilità diverse, da quella dell’auto-costruzione e la sperimentazione, a quella per la competizione, a quella pura e semplice di sentirsi parte di una comunità estesa a livello planetario.

Poche altre passioni al mondo permettono anzi di superare così facilmente tutte le barriere territoriali, di razza e religione come l’hobby della radio. Basta poco, qualche transistor, un po’ di filo ed una batteria per accedere quando lo si voglia a questa grande chiacchierata planetaria anche dai paesi più poveri e dai posti più disagiati.

Vorrei, quasi a livello di battuta, lanciare un’idea di misura di questa capacità che hanno i radioamatori di superare le barriere, comprese quelle della stupidità, introducendo una sorta di nuova unità di misura, lo “PSICOFARAD”.

Solo internet negli ultimi anni può in qualche modo aver uguagliato in qualche campo le possibilità del radiantismo anche se in misura diversa poiché ad una popolarità di gran lunga superiore a quella della radio come hobby, rimangono comunque grandi barriere legate al fatto che la comunicazione si svolge tramite un’infrastruttura tecnologica controllata da terzi e che è ancora ben lungi dall’essere presente in alcuni luoghi del pianeta se non con costi che creano automaticamente barriere perlomeno di ceto, per non parlare del fatto che alcuni stati impediscono la diffusione dell’informazione tramite filtri dove questa tecnologia sarebbe in via teorica disponibile.

marconi

Guglielmo Marconi l’inventore della radio.

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